Incontro con il sopravvissuto ai campi di sterminio Samuel Modiano
 19 febbraio 2010 - Aula Magna

19 febbraio 2010 Incontro con Samuel Modiano: la commozione di un ricordo.
Riesce difficile descrivere la commozione che abbiamo provato tutti, docenti e studenti, nell’incontro con Samuel Modiano, sopravvissuto all’orrore dei campi di concentramento di Auschwitz-Birkenau. Con una voce pacata e con un linguaggio semplice ha fatto rivivere le atrocità sofferte ad Auschwitz, la mancanza  di ogni  pudore, la sofferenza della promiscuità, in una parola la perdita della dignità umana. Ed è stato così convincente che ci è parso di sentire il soffocante calore  estivo dei vagoni della morte,  il terribile odore che vi si respirava, il freddo della neve e del gelo che ricopriva Auschwitz.
Particolarmente struggente è stato,  per me,  il ricordo della sorella Lucia, la persona a lui più cara dopo la morte della madre, la sorella che avrebbe fatto di tutto per far vivere il  fratello, anche in quell’inferno, come conservagli una fetta del suo pane. Samuel aspettava con ansia l’incontro serale con Lucia, era l’unica cosa lo aiutava a sopportare le fatiche della giornata, a lottare per sopravvivere, a non lasciarsi andare.
Grazie, Signor Modiano, per la lezione di storia  che ci ha fatto, grazie per la sua umanità e la dolcezza del suo sguardo.
E  grazie anche a voi,  ragazzi, per il silenzio e la partecipazione con cui avete vissuto questa pagina di storia.

Rosa Di Filippo

Ogni nuova testimonianza relativa all'Olocausto  è come una "nuova tessera al grande mosaico della tragedia che ha colpito il popolo ebraico (...) Quel mosaico non potrà mai essere completato, perché tanto grande è stata la dimensione della sofferenza che è impossibile riuscire a descrivere compiutamente l'offesa recata ad ognuna dei sei milioni di vittime"    

                                                                                         Rabbino Elio Toaff

 

L’incontro, che ha coinvolto i ragazzi delle classi terze e i loro insegnanti, è stato contrassegnato da una profonda e commossa partecipazione e condivisione.
Toccante e molto forte il coinvolgimento che si è creato grazie alla semplicità con cui il sig. Modiano ha saputo presentare la sua testimonianza; in un silenzio assai significativo, i ragazzi hanno ripercorso il viaggio dei treni della morte, carichi di migliaia di disperati che hanno conosciuto le torture, i lavori forzati, le camere a gas e i forni crematori.
Egli ha ripercorso la sua terribile esperienza di bambino di tredici anni, quando i tedeschi arrivarono a Rodi per deportare la sua comunità e dell’arrivo ad Auschwitz-Birkenau dove gli hanno tolto la dignità e lo hanno costretto a cercare la morte come unica via d’uscita da tutto quel dolore.

“Ma la morte non mi ha voluto”  ripete più volte commosso, “non mi ha voluto perché potessi essere qui oggi con voi per ricordare ciò che è successo perché non si ripeta e per invitarvi ad apprezzare ciò che voi avete, una famiglia, lo studio, la libertà tutto quello che a me e a tanti come me, è stato negato.  ”

 

 

 


 http://www.sorrentoedintorni.it/1384-la-scuola-media-torquato-tasso-di-ricorda-lolocausto-incontrando-samuel-modiano.html   La dignità della memoria 

Samuel Modiano è un ebreo italiano nato nel 1930 a Rodi in una comunità che contava 5000 ebrei. A soli 8 anni inizia a fare i conti con le leggi razziali di Mussolini e viene espulso dalla scuola elementare che frequentava con molto entusiasmo. A 13 anni viene portato insieme a 2500 persone della comunità nei campi di concentramento di Auschwitz–Birkenau e appena arrivati lo dividono subito dal padre  e dalla sorella con la quale aveva un bellissimo rapporto. Sua sorella Lucia era al campo femminile vicino  al suo e spesso si vedevano attraverso le reti che li dividevano,  trasmettendosi un bellissimo  momento di gioia e fiducia che li spingeva ad andare avanti. “Un giorno non la vidi più, e nemmeno il giorno seguente, nè quello dopo ancora; feci uno più uno e capii che non c'era più”. Subito vennero mandati 1900 ebrei alle camere a gas e ai forni crematori, mentre seicento sono scelte per lavorare. “Lavoro 12 ore al giorno. Prelevo anche i cadaveri e li porto nei forni crematori”. Ma quell’odore acre resta sulle sue mani. “L'orrore non si dimentica”.
 La sua storia all'interno dei campi di concentramento è una storia terribile e solo chi l'ha vissuta con i propri occhi può capire le difficoltà e le paure vissute ad Auschwitz–Birkenau.
Samuel Modiano è sopravvissuto a questa ignobile strage di persone innocenti, insieme a Primo Levi e Piero Terracina.
“Ad Auschwitz c'era una sola via d'uscita: la morte” , infatti la morte era considerata una liberazione dalle sofferenze e il ricongiungimento ai cari persi che Samuel  voleva raggiungere; anche dopo la liberazione si chiedeva spesso  “ma perchè io?”. Attraverso le sue parole conosceremo la brutalità dei campi, le angherie compiute nel loro interno, il terribile  tentativo dell'annullamento dell'essere umano compiuto in modo premeditato e reiterato per tutta la durata della prigionia, l'assoluta mancanza di rispetto non solo della vita ma anche della morte dei deportati. Ma lui ha  la forza di andare avanti, di soffrire ma vuole  continuare  a raccontare, a ricordare, nella speranza che una simile tragedia non si riproponga mai più.