Un ospite d'eccezione alla scuola Tasso: l'ispettore Raffaele Iosa                      

Alla Scuola Secondaria di I grado “Tasso” un incontro con l’autore davvero speciale 

Sorrento 9 maggio 2008
I docenti della scuola Tasso, nell’ambito delle iniziative di formazione e di aggiornamento promosse e fortemente volute dal dirigente Marianna Cappiello per l’anno scolastico in corso, che prevedevano anche  la lettura del testo “L’educazione contro il declino” di Raffaele Iosa, hanno incontrato  l’autore, noto pedagogista e studioso del panorama educativo contemporaneo. Maestro negli anni Settanta, direttore didattico negli anni Ottanta, poi ispettore tecnico del Ministero della Pubblica Istruzione. Ha direttamente lavorato alla riforma della scuola elementare. Ha fatto parte del Gruppo ristretto  che ha scritto il Regolamento dell’autonomia nel 1998. Dal 1999 al 2001 ha coordinato l’Osservatorio nazionale handicap per il Ministero della Pubblica Istruzione.

Si occupa oggi, tra le varie cose, di cooperazione internazionale con gli orfanotrofi della Bielorussia e di iniziative culturali e politiche per i 40 anni di “Lettera a una professoressa” della Scuola di Barbiana di Don Milani.
Raffaele Iosa ha catturato l’uditorio con tematiche attuali e fortemente sentite da tutti i docenti, affrontando la complessità della scuola italiana di oggi. Ha parlato di concetti come “l’obesità cognitiva" e la necessità per la scuola pubblica di ritornare alla semplicità delle proposte, lontano dall’ottica del cosiddetto “progettificio”. Ha inoltre sottolineato che nella scuola italiana deve tornare alla sua naturale centralità la trasmissione dei valori, nella sua preziosa fecondità anche nel dialogo con la famiglia.

Tutte le tematiche affrontate, sia quelle presenti nel libro, sia quelle che l’autore ci ha proposto citando la sua esperienza, hanno catturato l’uditorio in un ascolto veramente ricettivo, come solo l’interesse profondo può consentire dando valore di condivisione alla comunicazione umana. Sentir parlare di scuola da chi la scuola la fa, con passione e dedizione, ad alti livelli, ma senza perdere mai il polso della situazione reale del paese, ha rappresentato una boccata d’ossigeno, un riconciliarsi con gli alti temi etici di una professione che, lo diciamo tutti, ma sempre con meno convinzione, è una missione. Nella consapevolezza che questa specificità dei docenti va difesa da ciascuno di noi, ogni giorno, in ogni azione educativa che intraprendiamo, perché solo così potremo sottrarci alla logica quantitativo-impiegatizia che da più parti vorrebbero calare sul mondo della scuola italiana.

Emilia Del Giudice