27 GENNAIO  : GIORNATA DELLA MEMORIA

Arbeit.jpg (8673 byte)
http://it.wikipedia.org/wiki/Giorno_della_Memoria
http://www.ucei.it/giornodellamemoria/index2.htm
sitografia sulla Shoah su PeaceReporter http://it.peacereporter.net/articolo/4554/La+sitografia+della+Shoah
www.olokaustos.org

Nei giorni 25, 26 e 27 gennaio 2012 gli alunni della scuola, in memoria della Shoah, assisteranno alla proiezione dei seguenti films:

classi prime: "Il bambino dal pigiama a righe"

classi seconde: "Senza destino"

classi terze: "Vento di primavera"

LA SHOAH DEI BAMBINI NELLA PARIGI OCCUPATA

di Roberta Marfella, Francesca Verde, Francesca D'Auria,
Maria Chiara Moretti,
Eleonora Palomba    

Il giorno 25 gennaio nell’ambito delle iniziative promosse dalla nostra scuola per celebrare la giornata della Memoria abbiamo visto film "Vento di primavera" (in francese "La Rafle", il rastrellamento).
Il film è ambientato in Francia nell'estate del 1942, periodo in cui la Francia è sotto l'occupazione tedesca. Su tutto il territorio francese  risiedevano numerosi ebrei -circa 25.000-. In particolare a Parigi erano concentrati nel quartiere di Montmartre.
Erano perfettamente integrati, vivendo la vita sociale e pubblica. Alcuni ricoprivano cariche pubbliche importanti. In relazione ai primi movimenti antisemiti originati in Europa, gli ebrei furono identificati con la stella di David ben in vista cucita sugli indumenti. Quando la Germania progettò la shoah, cioè la soppressione fisica di 6 milioni di ebrei, intimando a tutti gli stati d'Europa l'identificazione e la deportazione di tutti gli Israeliti presenti su ciascun territorio nazionale, a Parigi iniziò la persecuzione antiebraica con una serie di misure discriminatorie, come l'esclusione degli ebrei da qualsiasi attività pubblica.
Hitler volle dallo stato collaborazionista di Vichy il rastrellamento di almeno 20.000 ebrei dai quartieri parigini.
Nello stesso quartiere  viveva anche la famiglia di Joseph, 10 anni. Nella notte tra il 15 e il 16 Luglio, furono arrestati oltre 13.000 ebrei. Vennero divisi in 2 categorie: le famiglie con figli e le persone nubili. Le prime, furono radunate nello stadio del velodromo d’inverno, il Vel d’Hiv di Parigi.
I secondi furono invece smistati nel campo di Drancy, alla periferia della capitale francese, in attesa di essere deportati ad Auschwitz. Ma un mattino Joseph e gli altri bambini vengono separati dai genitori. Questa drammatica separazione valse la salvezza del piccolo Joseph. Il medico ebreo e l'infermiera Annette che si occupavano dell'assistenza di tutti i deportati, sfiniti dagli stenti, dalla fame, dalle fatiche, hanno dimostrato grande amore e rispetto della dignità umana.
Milioni di persone, senza colpa alcuna, sopportarono violenze disumane, vennero annientate nella propria dignità e sterminate nelle camere a gas e nei forni crematori. Questa tragedia si stende sull’Europa e sul mondo. È un crimine che macchia per sempre la storia dell’umanità.
Accompagnati dai nostri docenti, abbiamo compiuto un “viaggio nell’orrore della nostra storia”. Attraverso lo studio, la lettura di brani, la visione di film, sappiamo che milioni di bambine e di bambini, di uomini e di donne, sono state sfinite dalle fatiche, dagli stenti, dalla fame, dalle malattie, schiavizzati e massacrati con metodi industriali e con freddo perfezionismo.
Concludiamo con una nostra riflessione “Coloro che non sanno ricordare il passato, sono condannati a ripeterlo”.
                                              

 

 

anno scolastico 2010-2011

Il 26 gennaio 2011, in occasione della giornata della memoria, gli alunni hanno assistito alla proiezione del film

"Ogni cosa è illuminata"

Tratto dall'omonimo romanzo di Jonathan Safran Foer, appartenente alla terza generazione di scrittori che hanno ricordato la Shoah, Everything is illuminated è la storia di un viaggio in Ucraina alla ricerca del passato, un viaggio nella memoria. Il punto di partenza è una vecchia fotografia del nonno dello stesso Jonathan, ed un nome misterioso: Trachimbrod. Si tratta di una parola per molti priva di senso, ma che richiama ad uno dei tanti luoghi dell'Europa orientale che non esistono più: uno shtetl, cioè un villaggio abitato soltanto da ebrei. Durante il suo viaggio Jonathan incontra Alex, giovane ucraino appassionato dai divertimenti occidentali, ed il nonno dello stesso Alex, uno strano individuo che dice di essere cieco pur non essendolo davvero.

Il film di Schrieber può quindi dividersi in due parti, anche se non sono chiaramente identificabili: non c'è una cesura netta. Nella prima parte possiamo vedere il contatto tra la sensibilità statunitense di Jonathan e la sensibilità di Alex (che però non è etnicamente ucraino: è un russo di Odessa!). Le differenze culturali portano a situazioni ricche di ironia e di umorismo. Poi, mentre il viaggio procede alla ricerca del passato del nonno di Jonathan, si attua uno slittamento così graduale da essere pressocché impercettibile. I due giovani si addentrano lentamente nel territorio della ricerca storica, fino a giungere ad una verità tanto terribile quanto incancellabile nella sua necessità di essere raccontata. In questo senso il protagonista, interpretato con grande acume da Elija Wood, non sembra un personaggio ben definito, ma quasi uno strumento della memoria, non dotato di caratteristiche proprie. Parafrasando una frase del film, la verità non è a Trachimbrod per Jonathan, ma Jonathan è a Trachimbrod per la verità, proprio perché essa trascende dalla semplice umana necessità, per quanto alta possa essere. Un particolare a cui bisogna fare attenzione è la dialettica tra luce-oscurità (piuttosto evidente) ed il contrasto tra vista e cecità. Quest'ultima in realtà ha a che fare con la facoltà umana di guardare solo esteriormente, perché si tratta piuttosto della capacità di ricordare, di vedere con gli occhi del passato. Per questo il nonno di Alex dice di essere cieco, perché nega consapevolmente a se stesso questa possibilità, sperando di mantenere un avvenimento lacerante in una zona della sua mente in cui questo non sia in grado di nuocergli. Pura utopia. Allo stesso tempo, la mania di Jonathan di conservare gli indizi della sua esistenza con parossistica meticolosità è di per se insufficiente a ricostruire la memoria incompleta, senza una capacità interna di vedere (e gli enormi occhiali che adornano il viso di Wood non sono casuali), e solo questa consapevolezza potrà permettergli di essere illuminato.


La frase: "Ho paura di dimenticare"


La  "Giornata della Memoria" è stata istituita dal Parlamento Italiano nel 2000 per ricordare le vittime delle persecuzioni fasciste e naziste degli ebrei, degli oppositori politici, di gruppi etnici e religiosi dichiarati da Hitler  indegni di vivere. La data prescelta è quella dell' anniversario della liberazione del campo di sterminio nazista di Auschwitz  (vicino a Cracovia in Polonia) avvenuta ad opera delle avanguardie della Prima Armata dell' Armata Rossa il 27 gennaio 1945. 

Nella "Giornata della memoria" si ricordano anche quanti lasciarono la vita ad opera del fascismo e del nazismo durante gli anni che precedettero la Seconda Guerra Mondiale e, durante questo conflitto scatenato in Europa dalla Germania, e in Asia dal Giappone, cui si affiancò,  in Europa e in Africa, l' Italia di Mussolini.

Mai nella storia dell' umanità vi era stata  una catastrofe di tale portata provocata da esseri umani. Nelle guerre d' invasione e coloniali, nella Guerra di Spagna e nella prima fase della Seconda Guerra Mondiale i militari italiani sacrificati dal fascismo furono circa  da 400 a 500 mila tra morti accertati e dispersi. Nella seconda fase, dopo l' 8 settembre 1943, con l'invasione del nostro territorio da parte della Germania, la Resistenza ebbe 53.500 partigiani e patrioti uccisi,  più di 40mila militari morirono nei lager nazisti, 87 mila nel corso della campagna d' Italia del Corpo Italiano di Liberazione inquadrato nelle forze armate degli Alleati,  52.127 civili morirono a causa delle stragi nazifasciste o sotto i bombardamenti.

Complessivamente le vittime della Seconda Guerra Guerra Mondiale sono 32 milioni, di cui 20 milioni civili  i più vecchi, donne, bambini. A loro bisogna aggiungere le  vittime dei campi di sterminio nazisti e giapponesi : 26 milioni, di cui 6 milioni di ebrei. Nei lager nazisti  furono soppressi  anche detenuti politici, militari catturati durante la campagne di Polonia, Russia, nei Balcani, zingari, testimoni di Geova, omossessuali, appartenenti a etnie slave.

 


Il 26 gennaio 2010, in occasione della giornata della memoria, gli alunni hanno assistito alla proiezione del film
Monsieur Batignole di Gérard Jugnot
"Il protagonista, Edmond Batignole, è un salumiere parigino. Vive in un piccolo appartamento sopra il suo negozio. Insieme a lui la moglie, la figlia e il fidanzato di quest'ultima, un aspirante scrittore, arrogante e senza scrupoli collaboratore dei nazisti.
Nel 1942 in una Parigi resa funerea dalla occupazione tedesca si consuma la tragedia. La famiglia ebraica del secondo piano tenta di sfuggire all'arresto fuggendo in Svizzera. L'odioso fidanzato della figlia di Batignole denuncia il tentativo e l'intervento della polizia francese riconduce verso il loro destino di morte i vicini.
L'inaspettato ritorno di Simon, il più piccolo della famiglia deportata, costringe Batignole a trasformarsi da approfittatore a salvatore non solo del bambino ma anche delle sue due cuginette anch'esse scampate alle grinfie dei nazisti."

Per  ricordare l'orrore gli alunni della Tasso incontreranno il 19 febbraio prossimo, Samuel Modiano,  un sopravvissuto ad Auschwitz–Birkenau. 
Nato a Rodi  nel 1930, a tredici anni con la famiglia e la comunità ebraica, duemilacinquecento persone, furono presi e portati al campo. Subito, quasi duemila persone, partite con lui furono spedite ai forni e alle camere a gas; mentre seicento, furono scelte per lavorare.
Lavorava 12 ore al giorno. Prelevava anche i cadaveri e li portava nei forni crematori.

Per  ricordare l'orrore e per non ripetere.

19/02/2010 Incontro con il sopravvissuto ai campi di sterminio Samuel Modiano
01/02/06 La scuola ospita nuovamente il sopravvissuto ai campi di sterminio Mario Limentani
27/01/05 Giornata della memoria "La scuola ospita il sopravvissuto ai campi di sterminio Mario Limentani"