27 GENNAIO : GIORNATA DELLA MEMORIA
Nei giorni 25, 26 e 27 gennaio 2012 gli alunni della scuola, in memoria della Shoah, assisteranno alla proiezione dei seguenti films:
classi prime:
"Il bambino dal pigiama a righe"

classi seconde: "Senza destino"

classi terze: "Vento di primavera"

LA SHOAH DEI BAMBINI NELLA PARIGI OCCUPATA
di Roberta Marfella, Francesca Verde,
Francesca
D'Auria,
Maria Chiara Moretti,
Eleonora Palomba
Il giorno
25 gennaio nell’ambito delle iniziative promosse dalla nostra scuola per
celebrare la giornata della Memoria abbiamo visto film "Vento di primavera" (in
francese "La Rafle", il rastrellamento).
Il film è ambientato in Francia nell'estate del 1942, periodo in cui la Francia
è sotto l'occupazione tedesca. Su tutto il territorio francese risiedevano
numerosi ebrei -circa 25.000-. In particolare a Parigi erano concentrati nel
quartiere di Montmartre.
Erano perfettamente integrati, vivendo la vita sociale e pubblica. Alcuni
ricoprivano cariche pubbliche importanti. In relazione ai primi movimenti
antisemiti originati in Europa, gli ebrei furono identificati con la stella di
David ben in vista cucita sugli indumenti. Quando la Germania progettò la shoah,
cioè la soppressione fisica di 6 milioni di ebrei, intimando a tutti gli stati
d'Europa l'identificazione e la deportazione di tutti gli Israeliti presenti su
ciascun territorio nazionale, a Parigi iniziò la persecuzione antiebraica con
una serie di misure discriminatorie, come l'esclusione degli ebrei da qualsiasi
attività pubblica.
Hitler volle dallo stato collaborazionista di Vichy il rastrellamento di almeno
20.000 ebrei dai quartieri parigini.
Nello stesso quartiere viveva anche la famiglia di Joseph, 10 anni. Nella notte
tra il 15 e il 16 Luglio, furono arrestati oltre 13.000 ebrei. Vennero divisi in
2 categorie: le famiglie con figli e le persone nubili. Le prime, furono
radunate nello stadio del velodromo d’inverno, il Vel d’Hiv di Parigi.
I secondi furono invece smistati nel campo di Drancy, alla periferia della
capitale francese, in attesa di essere deportati ad Auschwitz. Ma un mattino
Joseph e gli altri bambini vengono separati dai genitori. Questa drammatica
separazione valse la salvezza del piccolo Joseph. Il medico ebreo e l'infermiera
Annette che si occupavano dell'assistenza di tutti i deportati, sfiniti dagli
stenti, dalla fame, dalle fatiche, hanno dimostrato grande amore e rispetto
della dignità umana.
Milioni di persone, senza colpa alcuna, sopportarono violenze disumane, vennero
annientate nella propria dignità e sterminate nelle camere a gas e nei forni
crematori. Questa tragedia si stende sull’Europa e sul mondo. È un crimine che
macchia per sempre la storia dell’umanità.
Accompagnati dai nostri docenti, abbiamo compiuto un “viaggio nell’orrore della
nostra storia”. Attraverso lo studio, la lettura di brani, la visione di film,
sappiamo che milioni di bambine e di bambini, di uomini e di donne, sono state
sfinite dalle fatiche, dagli stenti, dalla fame, dalle malattie, schiavizzati e
massacrati con metodi industriali e con freddo perfezionismo.
Concludiamo con una nostra riflessione “Coloro che non sanno ricordare il
passato, sono condannati a ripeterlo”.
anno scolastico 2010-2011
Il 26 gennaio 2011, in occasione della
giornata della memoria, gli alunni hanno assistito alla proiezione del film
"Ogni cosa è illuminata"





Tratto dall'omonimo romanzo di Jonathan Safran Foer, appartenente alla terza
generazione di scrittori che hanno ricordato la Shoah, Everything is illuminated
è la storia di un viaggio in Ucraina alla ricerca del passato, un viaggio nella
memoria. Il punto di partenza è una vecchia fotografia del nonno dello stesso
Jonathan, ed un nome misterioso: Trachimbrod. Si tratta di una parola per molti
priva di senso, ma che richiama ad uno dei tanti luoghi dell'Europa orientale
che non esistono più: uno shtetl, cioè un villaggio abitato soltanto da ebrei.
Durante il suo viaggio Jonathan incontra Alex, giovane ucraino appassionato dai
divertimenti occidentali, ed il nonno dello stesso Alex, uno strano individuo
che dice di essere cieco pur non essendolo davvero.
Il film di Schrieber può quindi dividersi in due parti, anche se non sono
chiaramente identificabili: non c'è una cesura netta. Nella prima parte possiamo
vedere il contatto tra la sensibilità statunitense di Jonathan e la sensibilità
di Alex (che però non è etnicamente ucraino: è un russo di Odessa!). Le
differenze culturali portano a situazioni ricche di ironia e di umorismo. Poi,
mentre il viaggio procede alla ricerca del passato del nonno di Jonathan, si
attua uno slittamento così graduale da essere pressocché impercettibile. I due
giovani si addentrano lentamente nel territorio della ricerca storica, fino a
giungere ad una verità tanto terribile quanto incancellabile nella sua necessità
di essere raccontata. In questo senso il protagonista, interpretato con grande
acume da Elija Wood, non sembra un personaggio ben definito, ma quasi uno
strumento della memoria, non dotato di caratteristiche proprie. Parafrasando una
frase del film, la verità non è a Trachimbrod per Jonathan, ma Jonathan è a
Trachimbrod per la verità, proprio perché essa trascende dalla semplice umana
necessità, per quanto alta possa essere. Un particolare a cui bisogna fare
attenzione è la dialettica tra luce-oscurità (piuttosto evidente) ed il
contrasto tra vista e cecità. Quest'ultima in realtà ha a che fare con la
facoltà umana di guardare solo esteriormente, perché si tratta piuttosto della
capacità di ricordare, di vedere con gli occhi del passato. Per questo il nonno
di Alex dice di essere cieco, perché nega consapevolmente a se stesso questa
possibilità, sperando di mantenere un avvenimento lacerante in una zona della
sua mente in cui questo non sia in grado di nuocergli. Pura utopia. Allo stesso
tempo, la mania di Jonathan di conservare gli indizi della sua esistenza con
parossistica meticolosità è di per se insufficiente a ricostruire la memoria
incompleta, senza una capacità interna di vedere (e gli enormi occhiali che
adornano il viso di Wood non sono casuali), e solo questa consapevolezza potrà
permettergli di essere illuminato.
La frase: "Ho paura di dimenticare"
La "Giornata della Memoria" è stata
istituita dal Parlamento Italiano nel 2000 per ricordare le vittime delle
persecuzioni fasciste e naziste degli ebrei, degli oppositori politici, di
gruppi etnici e religiosi dichiarati da Hitler indegni di vivere. La data
prescelta è quella dell' anniversario della liberazione del campo di sterminio
nazista di Auschwitz (vicino a Cracovia in Polonia) avvenuta ad opera delle
avanguardie della Prima Armata dell' Armata Rossa il 27 gennaio 1945.
Nella "Giornata della memoria" si ricordano anche quanti lasciarono la vita ad opera del fascismo e del nazismo durante gli anni che precedettero la Seconda Guerra Mondiale e, durante questo conflitto scatenato in Europa dalla Germania, e in Asia dal Giappone, cui si affiancò, in Europa e in Africa, l' Italia di Mussolini.
Mai nella storia dell' umanità vi era stata una catastrofe di tale portata provocata da esseri umani. Nelle guerre d' invasione e coloniali, nella Guerra di Spagna e nella prima fase della Seconda Guerra Mondiale i militari italiani sacrificati dal fascismo furono circa da 400 a 500 mila tra morti accertati e dispersi. Nella seconda fase, dopo l' 8 settembre 1943, con l'invasione del nostro territorio da parte della Germania, la Resistenza ebbe 53.500 partigiani e patrioti uccisi, più di 40mila militari morirono nei lager nazisti, 87 mila nel corso della campagna d' Italia del Corpo Italiano di Liberazione inquadrato nelle forze armate degli Alleati, 52.127 civili morirono a causa delle stragi nazifasciste o sotto i bombardamenti.
Complessivamente le vittime della Seconda Guerra Guerra Mondiale sono 32 milioni, di cui 20 milioni civili i più vecchi, donne, bambini. A loro bisogna aggiungere le vittime dei campi di sterminio nazisti e giapponesi : 26 milioni, di cui 6 milioni di ebrei. Nei lager nazisti furono soppressi anche detenuti politici, militari catturati durante la campagne di Polonia, Russia, nei Balcani, zingari, testimoni di Geova, omossessuali, appartenenti a etnie slave.
Il 26 gennaio 2010, in occasione della
giornata della memoria, gli alunni hanno assistito alla proiezione del film
Monsieur Batignole di Gérard Jugnot
"Il protagonista, Edmond Batignole, è un salumiere parigino. Vive in un piccolo
appartamento sopra il suo negozio. Insieme a lui la moglie, la figlia e il
fidanzato di quest'ultima, un aspirante scrittore, arrogante e senza scrupoli
collaboratore dei nazisti.
Nel 1942 in una Parigi resa funerea dalla occupazione tedesca si consuma la
tragedia. La famiglia ebraica del secondo piano tenta di sfuggire all'arresto
fuggendo in Svizzera. L'odioso fidanzato della figlia di Batignole denuncia il
tentativo e l'intervento della polizia francese riconduce verso il loro destino
di morte i vicini.
L'inaspettato ritorno di Simon, il più piccolo della famiglia deportata,
costringe Batignole a trasformarsi da approfittatore a salvatore non solo del
bambino ma anche delle sue due cuginette anch'esse scampate alle grinfie dei
nazisti."

Per ricordare l'orrore gli alunni della Tasso
incontreranno il 19 febbraio prossimo,
Samuel Modiano,
un sopravvissuto ad Auschwitz–Birkenau.
Nato a Rodi nel 1930, a tredici anni con la famiglia e la comunità ebraica,
duemilacinquecento persone, furono presi e portati al campo. Subito, quasi
duemila persone, partite con lui furono spedite ai forni e alle camere a gas;
mentre seicento, furono scelte per lavorare.
Lavorava 12 ore al giorno. Prelevava anche i cadaveri e li portava nei forni
crematori.
Per ricordare l'orrore e per non ripetere.
19/02/2010 Incontro
con il sopravvissuto ai campi di sterminio Samuel Modiano
01/02/06 La scuola ospita nuovamente il sopravvissuto ai campi di sterminio
Mario Limentani
27/01/05 Giornata della memoria "La scuola ospita
il sopravvissuto ai campi di sterminio
Mario Limentani"